
Nella presentazione la Fondazione nota come "sia proprio alle scuole medie che esplodono in modo drammatico i divari di apprendimento determinati dall’origine socio-culturale degli studenti, che invece le scuole elementari riescono a contenere con successo. La probabilità di essere in ritardo alla fine delle medie da parte di uno studente figlio di genitori con licenza media è quattro volte superiore a quella del compagno figlio di genitori laureati, quella di uno studente straniero nato all’estero e scolarizzato in Italia è addirittura venti volte superiore a quella di un italiano. I divari sociali di apprendimento che nascono alle medie rischiano di compromettere il percorso scolastico, specialmente degli studenti di origine più svantaggiata. Questi divari e ritardi diventano, infatti, irrecuperabili alle superiori, generando la grave piaga dell’abbandono, mettendo a rischio il futuro di troppi ragazzi e, in definitiva, privando il Paese di risorse umane preziose in una fase storica così difficile e incerta".
Valutazioni pesantissime, da prendere con le pinze e leggere però criticamente in quanto si basano, per i rendimenti scolastici, sui dati TIMSS e PISA 2003 e 2007, di una scuola ancora non toccata dalle "riforme Gelmini", che nella Sintesi del Rapporto non viene mai citata. Forse questo studio avrebbe dovuto uscire prima, per essere letto al MIUR, e non oggi, con il rischio di finire nel buio del #tunnelgelmini.